GENERAZIONE 30

Il Partito Democratico per liberare le energie vitali del Paese 

 

Siamo la generazione nata tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. La generazione del pieno benessere, dei cartoni animati giapponesi e della crescita zero. Siamo la generazione che ha visto la televisione solo a colori e ha guardato gli anni di piombo come una trasmissione in bianco e nero. Siamo l’ultima generazione che ha scritto alla morosina TVTB nel diario e non in un sms. Siamo la generazione che ha visto la caduta del muro di Berlino, la prima guerra del Golfo, le stragi di Capaci, di via D’Amelio e il fango di Tangentopoli dai banchi di scuola. Siamo la prima generazione che le grandi ideologie politiche le ha studiate e non vissute.  Siamo la generazione dell’eterna transizione italiana.

Ciascuno di noi ha 80.000 euro di debito pubblico e 250.000 euro di debito pensionistico sulle spalle, ma nonostante questo continuiamo a sperare nel futuro.Nonostante questo, continuiamo a credere nell’Italia, anche se questa spende per chi ha più di 65 anni più di tre volte di quanto spenda per noi.Nonostante le basse retribuzioni e le enormi difficoltà nel crearci una nostra autonomia, continuiamo a credere nell’Italia. Anche se contiamo ancora troppo poco nella politica, nell’economia e nella società, continuiamo a credere nell’Italia, Vogliamo fare figli, ma spesso non possiamo perché il nostro stipendio non sarebbe sufficiente.

Vogliamo andare a vivere da soli, ma non ci vengono concesse molte possibilità di farlo perché i mutui li devono garantire mamma e papà.

Da piccoli abbiamo sognato di cambiare il mondo, ma oggi il mondo rischia di cambiare noi.

Forse sarebbe stato meglio nascere nel 1958 anziché nel 1978.

Certo, abbiamo avuto tutto dai nostri genitori, e di questo siamo loro grati; siamo stati i primi bambini a potere giocare con il Commodore 64, abbiamo avuto più possibilità di studiare e ci hanno sempre dato la paghetta, ma a 30 anni questo non può bastare. È vero, i nostri nonni e genitori hanno faticato per i ottenere i diritti di cui tutti noi oggi possiamo usufruire. Se lo sono guadagnati. La libertà che noi abbiamo, la dobbiamo soprattutto a loro  Siamo la generazione che si è sempre sentita ripetere: “Sei nato nella bambagia.” Oggi tocca a noi metterci in gioco per meritare il nostro futuro. 

Tocca soprattutto a noi non aspettare di essere, prima o poi, chiamati a recitare il ruolo del giovane che tanto non conta niente, ma che fa moda. Tutto ciò significa impegnarsi in prima persona perché il merito sia il criterio base per la scelta dei talenti. 

La politica può essere il luogo nel quale trovare risposte. È vero, abbiamo vissuto gli anni di Tangentopoli nell’età nella quale gli adolescenti di oggi hanno vissuto la stagioni dell’impegno per la Pace e la straordinaria novità delle Primarie.Per questo forse per noi è più difficile, ma, come già sappiamo, siamo la generazione che può realizzare la transizione italiana. Tocca a noi decidere se vogliamo esserci. 

Il Partito Democratico può essere una straordinaria occasione per dare voce alle nostre energie. Vogliamo contare e credere che il futuro dell’Italia possa essere anche nelle nostre mani.

Se condividi anche tu queste idee, scrivi a: generazione30@yahoo.it

Alcuni spunti per riflettere: 

La relazione del Governatore della Banca d’Italia sui consumi e i redditi in Italia

Contro i giovani. Perché l’Italia ha tradito le nuove generazioni. Il libro di Tito Boeri e vincenzo Galasso:

Inchiesta fotografica sui 30enni