E ora lo sciopero dei giovani
3 Marzo 2010 – 18:05 
Qualche tempo fa il Ministro Brunetta ha fatto una delle sue solite provocazioni: 500 euro al mese ai neomaggiorenni per combattere il fenomeno dei cosiddetti “bamboccioni”. Questo provvedimento, secondo il Ministro, potrebbe essere finanziato con parte dei fondi destinati alle pensioni di anzianità. Brunetta però si è dimenticato che la pensione media è di soli 950 euro al mese. In più, se il provvedimento venisse finanziato in questa maniera si creerebbero i presupposti per un conflitto tra generazioni che il Paese non potrebbe reggere.È evidente che in Italia le giovani generazioni soffrono della mancanza di una politica nazionale che le riguardi. La politica sembra avere rinunciato ad occuparsi del futuro dei giovani e i giovani sembrano essere rassegnati a non svolgere quel ruolo di rinnovamento che la storia assegna loro. La destra sta rubando loro il futuro e qualche proposta slogan, come quella di Brunetta, non può certamente essere utile per costruire un futuro migliore. Dobbiamo sempre tenere presente che questa destra, tra i primi provvedimenti, ha reintrodotto molte forme di lavoro precario che il centrosinistra aveva abolito. Non basta criticare lo Statuto dei lavoratori per ideologia, serve dimostrare concretamente cosa si vuole fare per impedire che nei prossimi decenni in questo Paese si abbia una crisi sociale devastante. Oggi i veri poveri sono gli under 35 e le prospettive per il futuro e per la tenuta sociale del Paese non sono rosee.L’Italia è uno dei Paesi OCSE con le maggiori disuguaglianze e la minore mobilità sociale: significa che chi nasce in una famiglia di operai ha moltissime probabilità di restare tale.La grande sfida riformista è quella di rendere questo Paese meno disuguale e di dare una nuova speranza ai giovani. Io credo si possa fare, ma è necessario avere il coraggio di andare oltre i calcoli elettorali di corto respiro. È tempo di mettere in campo una proposta nuova per quei giovani che non riescono a costruirsi una famiglia o non riescono a rendersi autonomi.In questo Paese credo siano tre le categorie che possono davvero innescare il rinnovamento: i giovani, le donne e gli immigrati. Ma attualmente sono anche le categorie che meno sono rappresentate dalla politica. È necessario che la politica dia loro reale rappresentanza. Non basta mettere nelle liste qualcuno che tenga la bandierina di queste categorie, ma serve uno sforzo per rinnovare il Paese seriamente.Perché anziché concentrarsi sulle pensioni di anzianità, come ha proposto Brunetta, non si rimette invece mano alle successioni e si potenzia la lotta all’evasione fiscale? L’eredità, infatti, è una notevole fonte di diseguaglianza, che si perpetra e accumula nel tempo. Quale merito ha l’erede se non essere casualmente nato in una famiglia ricca o operosa? Non si dovrebbero certo portare via i risparmi di una vita dei genitori, ma si potrebbe agire maggiormente sulle eredità più sostanziose.
La vera tassa che impedisce a questo Paese di crescere è la diffusissima evasione fiscale. Se si recuperassero almeno una parte delle decine di miliardi di euro che ogni anno vengono nascosti al fisco e si dirottassero verso interventi a favore delle giovani generazioni si potrebbero ottenere importanti risultati.Forse dopo l’1 marzo, lo sciopero degli immigrati che ha avuto successo, in questo Paese sarebbe tempo che i giovani prendessero più coscienza che il loro futuro è solo nelle loro mani.