D’Alema: «Puglia, quante calunnie: con Boccia vogliamo battere questa destra»
23 Gennaio 2010 – 11:15 
Vedo che tutti danno per scontato che a vincere le primarie sarà Vendola”. Massimo D’Alema sfoglia i quotidiani mentre l’auto corre verso Foggia per l’ennesima iniziativa a sostegno del deputato Pd Francesco Boccia. Un po’ sorride delle “verità preconfezionate nelle redazioni dei giornali, che non sempre riflettono quello che avviene nella società”. Un po’ storce la bocca quando incappa in qualche “calunnia”: “Vogliamo vendere l’acquedotto pugliese a Caltagirone, facciamo costruire qui le centrali nucleari… ma come si fa? Idiozie di questo genere sono il segno di una degenerazione della lotta politica all’interno del centrosinistra. I cui effetti sono soltanto quelli di favorire la destra”.
Il confronto con la destra è a fine marzo, ma ora la sfida è tra Boccia e Vendola: valeva la pena, per allargare l’alleanza all’Udc, entrare in rotta di collisione col governatore uscente?
«Non è questo il punto. Il problema è l’anomalia della situazione pugliese, di cui troppo spesso ci si dimentica».
E sarebbe?
«Vendola è stato eletto nel 2005 da una coalizione che non esiste più. Udc e Idv sono stati entrambi all’opposizione per cinque anni. Un problema oggettivo, non creato dalla malvagità di D’Alema o del Pd. Da mesi abbiamo chiesto a Vendola di affrontarlo, avviando una discussione. Io stesso glielo chiesi, prima dell’estate. Ma invece di fare quello che sarebbe stato doveroso, Vendola si è autocandidato a nome del popolo. È stata una forzatura populista. Tutto il problema pugliese nasce da lì».
È astioso, le ripeterebbe Vendola.
«Non è questione di astio, ma di ricordare fatti che purtroppo sono totalmente rimossi dalla cronaca degli eventi. Quella che rivolgo a Nichi è una critica politica. Ha pensato di risolvere i problemi con il suo carisma personale, mettendo i partiti con le spalle al muro. Ma questa è un’idea della politica che ritengo sbagliata».
E fissare come priorità l’accordo con l’Udc è una politica giusta?
«Non si tratta solo di costruire un’alleanza con l’Udc. L’obiettivo che ci poniamo in Puglia è costruire un’alleanza anche sociale maggioritaria. Nel senso che contenga, oltre alle forze del mondo del lavoro e dei giovani, anche le imprese, le forze moderate, la società civile, nell’ottica di una battaglia meridionalista. È un tema molto più complesso, perché si tratta di consolidare una maggioranza democratica che si opponga al governo Berlusconi, contro il patto Pdl-Lega che danneggia il Mezzogiorno».
Parla di una battaglia meridionalista con l’Udc contro il governo, ma i centristi fanno sapere che non si alleeranno col Pd in Puglia se dovesse vincere Vendola e stanno chiudendo accordi con il Pdl nel Lazio, in Calabria e probabilmente anche in Campania.
«Se le cose dovessero andare in questo senso sarebbe molto negativo. Sarebbe grave se una forza politica che in Parlamento è schierata all’opposizione, e che in particolare ha caratterizzato la sua opposizione in chiave meridionalista in contrapposizione alle scelte del governo, poi si ritrovasse alleata col centrodestra nella maggioranza delle regioni meridionali. E noi dovremo dirlo con chiarezza in campagna elettorale, senza fare sconti a nessuno. Ma anche per questo acquista un grande valore, anche emblematico, la partita in Puglia».
Sicuri che sia stata la scelta migliore, candidare una figura non di primo piano come Boccia?
«Abbiamo voluto fare un investimento sul futuro della Puglia. E mi dispiace il tono di sufficienza a cui ricorre Vendola. Capisco che si tratta di un candidato che ha dieci anni meno di lui. Ma Boccia non è uno che abbia bisogno della balia, come ha detto Vendola. Mentre altri parlano tanto di ricambio generazionale, noi lo pratichiamo con un quarantenne che però è già stato assessore al Comune di Bari e l’uomo che il governo Prodi ha mandato a risanare i conti del Comune di Taranto. Capisco che di questo non si sia voluto parlare, che si è preferito mettere in scena un conflitto tra caro Massimo e caro Nichi».
«Caro Massimo», le dice appunto Vendola parlando dell’«affetto» nei suoi confronti: siamo al piano dei sentimenti?
«Noi ci occupiamo di politica. Il mio principale sentimento è cercare di creare una coalizione in grado di battere Berlusconi».
Anche Beppe Grillo è sceso in campo per Vendola, che ne pensa?
«Posso dare un consiglio a Nichi. Leggo certe dichiarazioni che sono il viatico verso la sconfitta certa. Nel senso che se Vendola dovesse vincere le primarie sull’onda di quegli argomenti, le regionali le perderebbe senza il minimo dubbio».
Perché Grillo l’ha paragonata a Caino, con Vendola nei panni di Abele? O perché sostiene che se vince Boccia e l’alleanza con «Casini-Caltagirone» ci sarà l’esproprio dell’acqua pubblica?
«Sono calunnie, accuse ridicole, come appunto quella che vogliamo vendere l’acquedotto pugliese a Caltagirone. Stupidaggini senza né capo né coda. Non solo perché non lo vogliamo fare ma anche perché non è che il candidato presidente diventa il padrone della Puglia. Questa è roba tremenda, ma per Nichi. Dà la sensazione di due modi diversi di affrontare le primarie. Noi le facciamo per vincere le elezioni. Dall’altra parte c’è chi le fa contro di noi. Ma se hai vinto contro di noi, dopo, con quegli altri perdi. Perché voglio vedere il giorno dopo le primarie dire: adesso per cortesia voi delinquenti e sporcaccioni che volevate vendere l’acquedotto mi date una mano per vincere le elezioni… Sarebbe complicato».
È una calunnia anche dire che solo se vince Vendola si avrà la certezza che in Puglia non si faranno centrali nucleari?
«Io penso che fare oggi le centrali nucleari in Italia, con una tecnologia ormai superata, è una scelta enormemente costosa e che non ha senso. Ma mi domando come si possa pensare che se il candidato presidente è Boccia anziché Vendola si faranno le centrali nucleari. Nichi farebbe bene a prendere le distanze da idiozie di questo genere».
La minoranza locale del Pd non sta facendo campagna per Boccia, molti dicono apertamente che sosterranno Vendola, e Vassallo va spiegando che non c’è nessun vincolo perché stando allo Statuto Boccia non è il candidato ufficiale del vostro partito. Che ne pensa?
«Che hanno una strana idea di partito. È come se uno gioca in una squadra e tifa perché vinca l’altra. Non è un grande spirito, non è un bel modo di stare insieme».
C’è chi sostiene che Emiliano non si stia impegnando abbastanza.
«Non è vero. Ho personalmente partecipato a diverse iniziative organizzate dal sindaco di Bari a sostegno di Boccia. Sono voci malevole messe in giro per creare confusione tra i militanti del Pd».www.unita.it