Renzi: “Francesco sta sbagliando”

2 Novembre 2009 – 12:25

Intervista su “La Repubblica” del 2 novembre 2009 di Massimo VanniBasta sinistra radicale – Rischio socialismo – Il sindaco di Firenze Renzi boccia la svolta dell´ex capo della Margherita e chiede al neosegretario di uscire dalla “realtà virtuale” L´Ulivo? Vorrei qualcosa di nuovo. Ma per ora mi accontenterei di non ripetere il disastro dell´Unione – Veltroni si intende di socialismo molto più di me. Ma non vedo il rischio di un ritorno indietro FIRENZE – «Francesco sta sbagliando». Il sindaco di Firenze Matteo Renzi non seguirà Rutelli. Lo ha seguito più volte, nella sua fulminante carriera politica che lo ha portato sulla poltrona più alta di Firenze a soli 34 anni, dopo aver sorpreso tutti vincendo le primarie. Questa volta, però, non lo farà. Resterà con Bersani. Anche se, confessa, «non l´ho votato».Sindaco Renzi, turbato dalla scelta di Rutelli?
«Mi spiace che Francesco se ne vada. Mi spiace personalmente e politicamente. Capisco il suo stato d´animo ma credo stia sbagliando. Dice che il Pd non è mai nato e ha ragione se guardo il dibattito attuale dei dirigenti: si fanno quotidianamente le pulci, a colpi di agenzia, l´un contro l´altro. Ma tra la gente il Pd c´è, c´è molto di più di quanto noi pensiamo e non sono solo le primarie a costituirlo. È l´idea che si possa uscire dal berlusconismo, non per una vicenda giudiziaria ma per una scelta politica e culturale».
Lei, però, non ha votato Bersani.
«Io non l´ho votato ma adesso è il mio segretario. Spero che accolga la sfida del coraggio. E prenda atto che una stagione è finita».
Si riconosce nel suo progetto?
«Spero che abbia il coraggio di non accontentare tutti. E che esca dal corto circuito dei politici che vivono una realtà virtuale. Non prendiamoci in giro: grazie agli accordicchi tra correnti, abbiamo parlamentari che sono stati nominati. Ma le pare possibile che il Pd, il partito che ha fatto le doppie primarie per il segretario, quando si è trattato di scegliere i parlamentari si è inventato la scusa del “non abbiamo tempo”? Le pare possibile che ci sia gente in Parlamento che non riuscirebbe a farsi eleggere neppure nel consiglio della bocciofila? È ovvio poi che sul territorio ci siano solo gli amministratori»
Veltroni teme un ritorno al socialismo.
«Veltroni s´intende di socialismo molto più di me. Ma non vedo questo rischio. Bisogna capire se Bersani ha voglia o no di scommettere su un gruppo dirigente dove ci sia spazio per chi vuole rivendicare il futuro e non solo rimpiangere il passato. C´è un sacco di gente in giro per l´Italia che aspetta di essere coinvolta».
Lei fra queste?
«No. Io faccio il Sindaco di Firenze. Che per me è la cosa più bella del mondo».
E quale partito si aspetta dal nuovo segretario?
«Un partito che pensi al vertice sul clima di Copenaghen come alla più grande sfida del 2009. Che provi a migliorare la qualità della pubblica amministrazione senza bisogno di farsi dettare la linea e l´agenda dal compagno Brunetta. Che parli di lavoro senza i soliti schermi di un sindacato spesso autoreferenziale. Che pensi un po´ meno a concertare e incroci le persone vere, quelle in carne e ossa. Quelle che non si iscrivono più ai partiti e ai sindacati ma hanno voglia di dare una mano lo stesso».
Teme che con Bersani i cattolici abbiano poco spazio?
«Sono cattolico e penso che essere credente sia un valore, non un handicap. Ma bisogna farla finita di chiamare i cattolici solo quando c´è una storia scabrosa di sesso o quando si tratta di discutere dell´eutanasia o della procreazione assistita».
Anche lei vuole tornare all´Ulivo?
«Più che tornare, vorrei andare verso qualcosa di nuovo. Ma per ora mi accontenterei di non ripetere il disastro dell´Unione. Bene fare gli accordi, ma non dimentichiamo che oggi dovevamo essere nel quarto anno del Governo Prodi: se alla guida del Paese ci sono Berlusconi e soci, il merito è tutto dei nostri litigi. Noi a Firenze abbiamo rinunciato alla sinistra radicale: siamo andati al ballottaggio, ma adesso governiamo senza ricatti. La fase in cui i veti contavano più dei voti è finita. Sono certo che Bersani non vorrà riniziare da dove abbiamo fallito».

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