Linee di mandato della Giunta imolese

5 Ottobre 2009 – 18:20

Presidente, Consiglieri, siamo oggi in quest’aula per fare il punto sull’attuazione del programma di mandato in base al quale siamo stati eletti nell’aprile del 2008.
Ritengo doveroso collocare la discussione nel difficile contesto che stiamo attraversando.
Il contesto generale
Da un anno siamo alle prese con una crisi economica globale, con ricadute pesanti sul nostro tessuto economico e sociale e sulla nostra città. Noi non l’abbiamo mai negato, a differenza di chi ha detto dall’inizio che la crisi non c’era, predicando ottimismo, parlando continuamente di “crisi alle spalle” e di “Italia che sta meglio degli altri”, negando problemi strutturali.
La crisi c’è e produce ripercussioni anche nella nostra città: centinaia di contratti a termine non rinnovati, che lasciano le persone, soprattutto giovani, a reddito zero, cassa integrazione in crescita.
Noi abbiamo scelto di assumerci le nostre responsabilità per limitare gli effetti della crisi, per gettare le basi per un rilancio solido e duraturo del sistema imprenditoriale, per ridurre le ripercussioni sociali, per contrastare ogni tipo di solitudine, per sostenere la ricerca e il sapere. Diciamo no, invece, a proposte come quella dello scudo fiscale: una misura populista, che abbassa il livello di legalità e produce benefici soltanto per i “soliti noti”.
Abbiamo affrontato le crisi aziendali – Haworth e Cnh innanzitutto – secondo i nostri valori, rifiutando l’idea che la congiuntura economica negativa si debba affrontare chiudendo aziende, bensì promuovendo l’uso degli ammortizzatori sociali per il sostegno del reddito e ricercando la competitività attraverso un nuovo progetto industriale.
Per Haworth siamo in ricerca di una intesa definitiva, per Cnh abbiamo ottenuto l’accordo al Ministero del Lavoro, con il ritiro della procedura unilaterale mirata alla chiusura dello stabilimento, l’apertura del tavolo al Ministero del Lavoro sugli ammortizzatori sociali e un secondo tavolo al Ministero dello Sviluppo economico per la reindustrializzazione dell’area. Abbiamo ritenuto utile l’impegno delle istituzioni, contro le procedure unilaterali delle multinazionali e dei grandi gruppi e per non scaricare tutti gli oneri sui lavoratori. Questo non è un dettaglio, non è propaganda: sono i risultati di una strategia, la realizzazione dei nostri valori.
La priorità: prevenire nuove forme di povertà - Cosa ha fatto il sistema Regione-Enti locali
Come dicevo prima, abbiamo scelto di affrontare la crisi con misure concrete e non da soli, bensì all’interno di un progetto avviato dalla Regione, con l’obiettivo di: prevenire nuove forme di povertà ed emarginazione sociale attraverso il sostegno economico di chi, per mancato rinnovo del contratto a tempo determinato o per cassa integrazione, si trova in difficoltà.La Regione Emilia-Romagna si è fatta promotrice di un patto contro la crisi, articolato nei seguenti punti: 520 milioni di euro per tutelare i lavoratori e la capacità produttiva delle imprese, scongiurando il ricorso a licenziamenti; accordo da un miliardo con le banche per soddisfare il bisogno di credito delle aziende: per pagare gli stipendi e per fare investimenti; trasferimento di 420 milioni alle Aziende sanitarie per accorciare i tempi di pagamento alle imprese che forniscono beni e servizi alla sanità regionale; investimento da 155 milioni per finanziare la ricerca e l’innovazione tecnologica destinate alla produzione; stanziamento di 114 milioni per qualificare e rafforzare le competenze delle persone occupate e disoccupate, con un’attenzione particolare ai giovani e alla formazione, perché il sapere è un investimento fondamentale, non un costo; rafforzamento della rete dei servizi, portando a 411 milioni il fondo per le persone non autosufficienti e prevedendo ulteriori 6 milioni per nuovi aiuti alle famiglie in difficoltà; esonero dal pagamento del ticket su visite ed esami chi è disoccupato o in cassa integrazione.Il Circondario di Imola ha a sua volta promosso la conclusione di un accordo con il sistema del credito, con la partecipazione di organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali, per anticipare la cassa integrazione, sostenere i redditi delle famiglie, agevolare gli investimenti delle imprese. Chi ha partecipato a quell’accordo dica se ci sono elementi di debolezza: è chiaro che per alcune aziende, meno capitalizzate, le coperture di garanzia sono basse e dunque per qualcuno l’accordo funziona, per altri no. Ma dobbiamo continuare a lavorare, perché questo accordo, che mette a disposizione 30 milioni di euro, è l’unico strumento che abbiamo, insieme ai Consorzi fidi, per sostenere le imprese. Lo abbiamo sottoscritto tutti insieme, prestiamogli attenzione piuttosto che denunciare gli elementi critici, un po’ di strada devono farla anche le piccole e medie imprese, a cominciare dalla riorganizzazione delle filiere produttive. Il Comune di Imola ha fatto la scelta di andare incontro ai nuclei alle prese con difficoltà di reddito intervenute in corso d’anno, introducendo l’Isee speciale, che ha consentito di ricalibrare le tariffe al reddito effettivo 2009, allargando l’area delle famiglie beneficiarie di agevolazioni. Non meno importanti le politiche per la casa, portate avanti sia a livello circondariale sia a livello comunale, insieme all’Acer, con l’intento di avviare un programma che prevede la ristrutturazione di 241 alloggi, di cui 129 già entro la fine dell’anno, da assegnare alle persone in graduatoria. A questo affiancheremo il nuovo regolamento, a testimonianza di un grande impegno sul tema casa. Il sistema Regione, Circondario, Enti locali ha dunque lavorato su queste precise priorità: mantenere alta la qualità dei servizi, non lasciare le persone sole.
Ho sentito parlare dai banchi dell’opposizione di “buco” e di “fallimento” dell’Asp. Noi non la pensiamo così, noi consideriamo gli investimenti sul sociale strategici per il futuro della nostra città, per tenere coesa la comunità e prevenire aree di povertà: questo per noi è il welfare universale. E’ evidente che in momenti di crisi le tensioni finiscano per scaricarsi sul sistema dei servizi alla persona e per questo abbiamo bisogno di una spesa sociale adeguata, che passa anche attraverso una maggiore partecipazione ai costi dei servizi da parte di chi può, in una visione che è opposta a quella dello scudo fiscale. Al contrario di chi introduce elementi di illegalità, noi intendiamo perseguire l’evasione fiscale, far emergere il sommerso: questa è la grande differenza tra destra e sinistra. Al contrario di chi vuole chiudersi, noi diciamo che non siamo d’accordo a scaricare ogni responsabilità sull’immigrazione, bensì proponiamo una via diversa: più servizi, più politiche pubbliche. In questo contesto si inserisce anche il sistema socio-sanitario: dobbiamo definire meglio le specificità della nostra Azienda Usl, che deve lavorare sull’integrazione tra i dipartimenti, sulla riduzione delle liste d’attesa e scegliere un dimensionamento corretto, commisurato alla sua grandezza. Per questo abbiamo espresso apprezzamento per il lavoro fin qui svolto, ma adesso, con la nuova direttrice generale, si apre una fase nuova, per progettare i contenuti, ora che i contenitori sono a posto, perché questi sono i nostri valori di riferimento, noi vogliamo investire sulla sanità, non stiamo con il Governo che straccia il Patto per la Salute di Prodi pensando di fare un nuovo Patto con meno risorse.
La nostra città, dunque, ha le risorse umane e imprenditoriali per affrontare e superare questa crisi e per uscirne più forte di prima.Ha un tessuto economico fortemente capitalizzato, con le grandi cooperative e le imprese a capitale privato che hanno investito sulla capitalizzazione delle stesse e non sulla finanza, internazionalizzandosi e differenziando le produzioni per mantenere alto il livello di competitività, che hanno mantenuto un legame forte, sia in termini di profilo industriale che di risorse umane, con il territorio. Pensiamo a quale differenza tra il contratto di solidarietà di una grande cooperativa e la chiusura unilaterale di uno stabilimento. Non è una cosa secondaria: attenzione, perché nel nostro paese si stanno abbassando i valori etici dell’impresa, mentre noi vogliamo uno sviluppo basato su valori diversi.La partecipazione dei cittadini
Il Comune non si muove in solitudine. Mi sembra anzi doveroso, in questa sede, sottolineare quanto sia importante, per affrontare con più efficacia le difficoltà di questa complessa congiuntura economica, contare su una rete di enti, associazioni, volontariato, solida e robusta. Penso all’attività preziosa della Caritas, alla Croce Rossa, al Banco Alimentare e a tutti quei centri di sostegno e di aiuto che fanno parte integrante della nostra comunità. Li ringrazio, perché questo fa una città che non vuole avere periferie, che non vuole collocare il disagio in un’area emarginata.
La coesione è un elemento fondamentale proprio nei momenti di difficoltà e serve la partecipazione dei cittadini.
Per questo è nata Imolattiva, il progetto che abbiamo elaborato con le associazioni di volontariato per trasmettere ai cittadini un importante messaggio culturale, di legalità, di sicurezza, di partecipazione, non di silenzio ma di spazi riempiti, per un nuovo modello di comunità.
Obiettivi raggiunti
In questo anno e mezzo abbiamo completato opere strategiche avviate nel precedente mandato:
-         il completamento del primo lotto della viabilità nord-sud, mentre ora stiamo lavorando al primo stralcio del secondo lotto;
-         inaugurazione scuola media Pedagna;
-         inaugurazione nuovo Dea;
-         inaugurazione della Casa Alzheimer, che ora stiamo gestendo;
-         piazza Matteotti (mettendo fine ad un cantiere infinito);
-         centrale Hera, che garantirà l’autosufficienza energetica e ciò servirà per attrarre nuove aziende, promuovere uno sviluppo diverso, teso verso la green economy, oltre che per continuare gli investimenti nel campo del teleriscaldamento;
-         il rilancio dell’autodromo.
L’Autodromo e centro città
A proposito dell’autodromo, chi ci criticava, portando anche cartelli in consiglio comunale, ammetta almeno di avere sbagliato. Con il mese di settembre, con il Crame, la WTCC, la Superbike, abbiamo superato le ricadute economiche sul sistema ricettivo, economico e alberghiero del weekend della Formula Uno. Dunque abbiamo riacceso i riflettori internazionali su Imola, riportando il terzo evento mondiale nel campo delle auto e moto, senza deficit e a costi sostenibili.
Inoltre, abbiamo dimostrato che l’autodromo può avere ricadute anche sul centro città. E’ stata sufficiente, poi, la festa della Ducati in piazza, con la premiazione del grande Troy Bayliss, per legare strettamente gli eventi motoristici ad una piazza cittadina straordinariamente piena di gente. Questo risultato ha una valenza enorme, perché il centro di Imola ha grandi potenzialità e quindi respingiamo le illazioni di chi alimenta contrapposizioni tra il cuore e la periferia, tra il centro commerciale naturale e la grande distribuzione. Il sistema Imola ha grandi potenzialità.
Siamo soddisfatti, dunque, di quanto fatto in questo primo anno e mezzo di mandato.
Equilibri di bilancio
Ora, è chiaro, si apre una fase impegnativa legata alla gestione delle risorse, che inevitabilmente impatta con la crisi economica, in particolar modo quella del settore edilizio, producendo ripercussioni sul bilancio. Basti pensare che gli oneri di urbanizzazione sono dimezzati in tre anni. Dunque si rende necessario riorganizzare la spesa, ma non chi parla di buchi non dice il vero: gli equilibri di bilancio certificano proprio che non esistono disavanzi nei conti del Comune.
Ora, è chiaro, si apre una fase impegnativa legata alla , che inevitabilmente impatta con la crisi economica, in particolar modo quella del settore edilizio, producendo ripercussioni sul bilancio. Basti pensare che gli oneri di urbanizzazione sono dimezzati in tre anni. Dunque si rende necessario riorganizzare la spesa, ma non chi parla di buchi non dice il vero: gli equilibri di bilancio certificano proprio che non esistono disavanzi nei conti del Comune. Altissima qualità dei servizi, bassa pressione fiscale
E’ opportuno partire da una fotografia di quello che noi siamo e di quello che abbiamo: un’alta qualità dei nostri servizi e una pressione fiscale bassa.
Partendo da quest’ultima, mi pare che un esempio possa servire a dimostrare che differenza ci sia ad essere lavoratore dipendente a Imola, dove l’addizionale Irpef applicata è dello 0,2%, rispetto a Bologna, dove si sale allo 0,7%. Prendendo a modello un lavoratore che dichiara un imponibile di 16mila euro, a Imola il prelievo per l’addizionale comunale è di 32 euro contro i 112 che si pagano a Bologna. Abbiamo l’aliquota più bassa rispetto a tutte le altre città della regione.

COMUNE ALIQUOTA
   
BOLOGNA 0,7
SAN LAZZARO 0,55
FERRARA 0,5
FORLI’ 0,49
CESENA 0,4
MODENA 0,5
CARPI 0,5
PARMA 0,4
PIACENZA 0,52
RAVENNA 0,6
LUGO 0,8
REGGIO EMILIA 0,5
RIMINI 0,3
SASSUOLO 0,45
FAENZA 0,5

Anche per le imprese, come dimostrano i dati di uno studio compiuto da Unindustria, possiamo parlare di bassa pressione fiscale: l’aliquota Ici è invariata da anni (6,9 per mille); il passaggio da tassa a tariffa, che abbiamo compiuto da tempo a differenza di molti altri Comuni, garantisce ad un’azienda di 1000 metri quadrati di pagare mille euro di tariffa rifiuti mentre chi ha la tassa ne paga 4.000; Imola non applica l’imposta sui passi carrai, mentre Bologna l’ha reintrodotta.
Quanto alla qualità dei servizi, partendo dagli asili nido, con l’attivazione del Nido di Cornelia diamo risposta al 100% delle domande, coprendo il 40% dei nati (1.800), il doppio della media regionale (20%) e oltre quattro volte quella nazionale (9%).
E’ inevitabile, in questo quadro, la necessità di analizzare ogni voce di bilancio, per ciascun settore, al fine di individuare tutti i possibili contenimenti di spese non produttive.
Indico tre scelte strutturali sulle quali lavoreremo, tenendo conto del blocco delle addizionali Irpef (ogni punto percentuale rappresenta un milione di euro di entrate per il Comune di Imola).
1)    Contenere i costi non produttivi
Sul personale, che è una risorsa fondamentale per garantire servizi ai cittadini, intraprenderemo un’operazione non certo di licenziamenti, bensì di percorsi di integrazione, che abbattano i compartimenti stagni, aumentando la flessibilità fra settori e la formazione dei dipendenti;
2)    Introdurre maggiori elementi di equità nel sistema tariffario
Opereremo per aumentare la partecipazione ai costi dei servizi per i redditi più alti, per aumentare l’equità. E’ una scelta che abbiamo compiuto già quest’anno e che sarà uno degli elementi del Bilancio 2010;
3)    Compiere un’operazione straordinaria sui contenitori immobiliari del Comune, attraverso un programma di vendite e affitti.
Quanto agli investimenti, non è vero che non completeremo l’attraversamento nord-sud e non realizzeremo il secondo ponte sul Santerno, che restano nostri obiettivi, è vero che riteniamo opportuno non ricorrere a nuovi mutui, che comportino nuovi oneri per i cittadini, ma riteniamo più lungimirante lavorare reperire risorse nell’ambito di un accordo con la Regione e con la Società Autostrade. Contiamo, tuttavia, sul fatto che il Governo riveda il patto di stabilità, perché non possiamo permetterci, pur avendo soldi in cassa, di non effettuare i pagamenti dovuti alle imprese. Stiamo, anzi, già percorrendo strade diverse per onorare gli impegni, anche attraverso il factoring (cessione dei crediti), per introdurre nella crisi misure a sostegno delle imprese.
Conclusioni
In questo anno e mezzo, abbiamo affrontato passaggi importanti, strategici, raggiungendo risultati non scontati. Voglio sottolineare la compattezza in maggioranza, che ci ha consentito di lavorare bene e che dà maggiore valore al cammino compiuto: desidero dare atto a tutte le forze politiche di governo per questi obiettivi raggiunti per i cittadini e per il futuro della nostra città.

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