L’intervento finale alla festa 2009

21 Luglio 2009 – 15:30

 

Siamo giunti al termine dell’edizione 2009 della Festa Lungofiume. Al termine di 24 intensi ed entusiasmanti giorni durante i quali 500 volontari hanno reso possibile lo svolgimento della festa dei democratici, di tutti i democratici del Circondario imolese. La Festa lungofiume è sempre una grande sfida perché si costruisce solo grazie all’impegno, alle idee di centinaia di persone che condividono una grande passione.Tante storie, una sola passione abbiamo scritto sul manifesto della Festa. Tante storie che si intrecciano, si mescolano, si confrontano, ma tutte accomunate da una sola e autentica passione: quella per la bella politica.Donne, uomini, ragazze e ragazzi che hanno sogni, speranze, valori forti e che li pongono al servizio di un grande progetto politico, quello del pd. Una festa, ma anche un grandissimo appuntamento per la politica del nostro territorio; tanta politica, tanti protagonisti, tante esperienze per parlare del futuro. Un futuro diverso per l’Italia, perché il nostro Paese merita di più. L’Italia merita di più rispetto a quello che le sta offrendo questa destra.Sono stati 24 giorni faticosi, tuttavia considero un privilegio essere il responsabile di questa grande festa. Lo considero un onore perché si tratta di una esperienza straordinaria, soprattutto dal punto di vista umano. È stato un onore potere conoscere tante persone oneste che prestano opera di volontariato per rendere possibile la nostra festa. Voglio ringraziare prima di tutto i volontari, nessuno escluso per tutto quello che fate e che farete ancora. È stato un onore potere condividere con voi in questi anni gioie, ansie, bellissime vittorie,  momentanee sconfitte, ma soprattutto tante fatiche che la militanza in un partito come il nostro offre. La festa contiene tutto ciò: momenti di confronto, anche aspri, ma sinceri; momenti in cui si sorride insieme, tra amici; attimi di vita vera, vera perché si sta costruendo insieme una straordinaria iniziativa che nessun esperto di marketing potrà mai sperare di imitare perché l’ingrediente più importante è il cuore di chi partecipa. Un cuore davvero grande.Un grazie a tutti coloro che si alzano alle cinque del mattino pensando già alle migliaia di piatti da preparare per la stessa sera; un grazie a chi perde una intera notte di sonno per garantire la vigilanza nella festa; un grazie a chi arriva al termine della serata stanco per il lavoro svolto,ma contento di averlo fatto; un grazie a chi organizza il magazzino; un grazie a tutti i collaboratori della Federazione; un grazie a chi perde giornate di ferie per offrire il proprio tempo per fare il cameriere anche se non lo ha mai fatto in tutta la sua vita; un grazie a chi conta gli incassi fino a tarda notte; un grazie a chi si rovina le mani lavando migliaia di piatti; un grazie a chi ormai non si ricorda più quando ha cominciato a lavorare nella festa e un grazie a chi ha cominciato quest’anno e infine un grazie a chi ha visitato la nostra festa. Grazie a tutti voi.Il Pd è tutto questo. Un partito vero con persone vere, idee forti e valori antichi che si intrecciano con nuove istanze.Tra pochi mesi si svolgerà il primo Congresso nel Pd. Si tratta di un importantissimo appuntamento per il nostro partito e per il nostro Paese. Ne sono convinto. Il Pd ha grandi potenzialità da dispiegare perché questo Paese ha un immenso bisogno di buona politica, della politica onesta. Dobbiamo tornare a pensare che la politica sia bella. Abbiamo bisogno della politica che sa guardare lontano e che non vive giorno per giorno. Abbiamo bisogno della politica che sa trovare la direzione per il futuro e che non sia solo strumento di gestione del potere. C’è bisogno della politica che non ha paura di dialogare con la gente e che sa scommettere e rischiare; c’è bisogno della politica che sa essere faro morale per le persone.Qualche cattivo maestro sta insegnando ai nostri figli che per trovare la felicità si deve, prima di tutto, pensare ai propri affari, che pagare le tasse, rispettare le regole, pensare che gli altri abbiano i tuoi stessi diritti siano ostacoli alla propria libertà individuale. In questo modo si svuota la democrazia e non si costruisce nulla. Vivere le leggi come impedimenti è un atteggiamento pericoloso. La crisi in atto, oltre che crisi economica e sociale, rischia di diventare una crisi di valori. Nel momento in cui si ha meno, rischiamo davvero di essere più poveri dal punto di vista morale. Riscopriamo la parola indignazione. Quando tutto diventa normale, è necessario tornare ad indignarsi. La destra vive dell’indifferenza. Noi del pd vogliamo riportare l’Italia sulla strada giusta.La mediocrità sembra essere stata innalzata a metro di misura delle persone. Non serve studiare, non serve impegnarsi, non serve pensare al domani, tanto c’è qualcuno che può farlo per noi. Basta apparire, non serve essere.Aristide, un politico retto e giusto dell’antica Grecia e nemico del corrotto Temistocle, fu mandato in esilio dai suoi stessi concittadini . Si narra che lo stesso Aristide abbia chiesto a un cittadino perché stesse scrivendo il suo nome per esiliarlo e che questi, senza averlo riconosciuto, gli rispondesse che non poteva sopportare che quel politico fosse chiamato da tutti “il giusto”. Quando la mediocrità prende il sopravvento sulla virtù, allora si preparano tempi davvero bui.I riformisti, il Pd, ha il compito di tracciare una nuova strada per coloro che vogliono cambiare questo Paese.Dobbiamo riportare la politica al centro. Questo congresso deve essere l’occasione per farlo e per dare radici più forti al partito.  Sarà una sfida eccezionale perché dobbiamo costruire un partito radicato nei territori, nella società, con varie articolazioni, plurale, ma al tempo stesso unito, un partito che non si chiuda  in se stesso, un partito davvero nuovo.Abbiamo bisogno di costruire in tutto il Paese un partito con migliaia di iscritti, con sedi nelle quali potere discutere apertamente, con gruppi dirigenti preparati. A Imola lo abbiamo fatto, ma il cammino è ancora lungo. È la sfida più importante per i riformisti. Un partito, non una chiesa né una caserma. Una casa nella quale anche le migliori famiglie possono discutere, ma alla fine si sceglie tutti uniti. Un partito radicato significa anche che se ci si vuole iscrivere si trovano i circoli aperti. A Imola è così.Abbiamo bisogno di classi dirigenti che basino la loro legittimazione non sulla cooptazione e sulla fedeltà al potente di turno, bensì sullo studio. Promossi perché preparati e radicati nel territorio e non perché simpatici. Per rafforzare il Pd serve studiare la società che cambia, interpretarla, e serve un nuovo pensiero politico, come fecero 150 anni fa i primi socialisti e cattolici democratici. Non c’è vecchio senza nuovo e viceversa. Il pd non può restare imprigionato in questa dialettica. E non può esserci contrapposizione tra iscritti e simpatizzanti. Noi vogliamo un grande partito con centinaia di migliaia di iscritti, ma non può essere altresì possibile che gli iscritti siano importanti solo quando ci si deve contare al congresso. Non vogliamo un partito che fondi unicamente la sua identità su continue primarie e rinunci a fare politica, ma vogliamo un partito che non abbia paura di usare anche le primarie quando bisogna scegliere i candidati alla cariche istituzionali più importanti. I giovani sono il futuro. Per cambiare abbiamo bisogno di loro, delle loro idee e delle loro energie. La nostra società purtroppo spesso comprime queste energie. Non abbiamo bisogno di giovani che si accontentano di mettere la firma su copioni già scritti da altri, ma abbiamo bisogno di giovani che si vogliono mettere in gioco.Se la politica non può essere solo la gestione del potere, deve anche avere il coraggio di innovare. Non chiudiamoci in recinti sempre più stretti e in identità ormai superate, perché questo è il tempo del coraggio per i riformisti: coraggio di scegliere e di prendere posizione, coraggio di mettersi in gioco accettando anche le critiche, coraggio di abbandonare vecchie diffidenze. La paura è la nostra più grande nemica.La destra si alimenta della paura e delle insicurezze quotidiane. Noi dobbiamo riempire questo vuoto di politica con un nuovo e grande pensiero. Noi del pd vogliamo un Paese nel quale tutti abbiamo le stesse possibilità di partenza, vogliamo un Paese nel quale le donne non siano considerate giocattoli creati per il piacere di qualcuno, ma siano protagoniste della nostra società, vogliamo un Paese nel quale il lavoro torni al centro dell’iniziativa politica dei partiti, vogliamo un Paese nel quale si ottenga una promozione per i propri meriti e non per le proprie conoscenze o il proprio aspetto esteriore. Al congresso sceglieremo quale strada intraprendere, ma, una volta fatta la nostra scelta, dovremo essere uniti e creare un vasto arco di forze perché solo in questo modo potremo sconfiggere Berlusconi.La politica è la forma di espressione delle idee umane più alta, ma solo se valgono i valori della coerenza, della sobrietà e dell’umiltà, i quali non sono sinonimi di debolezza, ma al contrario di forza morale.I partiti sono il sale della democrazia, dicevano gli americani, e hanno il compito e il dovere di allargare il campo democratico, di essere trasparenti nella propria vita interna, di promuovere la classe dirigente, di dare una direzione per il futuro. C’era un tempo in cui mostrare la tessera di un partito e partecipare all’attività del circolo o della sezione era un atto d’orgoglio e di libertà. Sono convinto che si possa tornare a quel tempo.Qualche mese fa abbiamo chiesto ad alcune centinaia di trentenni imolesi quale fosse la loro idea di futuro; ebbene, la maggioranza ha risposto senza esitazione che il loro futuro sarebbe stato uguale o peggiore a quello dei propri genitori. Oggi manca la speranza. Per tanti giovani manca la speranza e questo governo sta rubando loro il futuro.Il Pd può rappresentare invece la speranza per loro e per l’Italia. Se sapremo guadagnare la fiducia degli italiani, allora potremo garantire un futuro diverso al Paese.Grazie a tutti

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