L’Europa non piace?
14 Aprile 2009 – 18:04Il governo italiano, per bocca del ministro alle politiche europee Andrea Ronchi, sarà l’unico tra i Ventisette a non aderire alla campagna finanziata dall’europarlamento in vista delle prossime elezioni europee. Perché? Non ci è dato saperlo. Un breve comunicato del ministero spiega che, <in pieno accordo con la Presidenza del Consiglio>, il governo ha giudicato i contenuti della campagna < non idonei a migliorare la percezione e la conoscenza dei valori e delle opportunità derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea>.Più che illustrare i valori dell’Europa, l’obiettivo della campagna del Parlamento è in realtà quello di spiegare ai cittadini quanto sia importante andare a votare. Per questo, una serie di manifesti ( http://www.europarl.europa.eu/elections_2009_package/default.htm ) illustrano le possibilità che gli elettori hanno di decidere su temi importanti quali l’energia, la sicurezza, l’immigrazione, gli investimenti.Che cosa di tutto questo non piace al nostro governo? Non si sa. Forse, come ha azzardato qualcuno, il fatto che i manifesti incriminati suggeriscono che si può anche non volere frontiere sbarrate o che si può considerare pericolosa la raccolta di massa delle impronte digitali? Mistero. La lungimiranza del ministro Ronchi ha scorto in quei manifesti pericoli e inadeguatezze che sono sfuggite al Parlamento europeo e agli altri ventisei governi.In mancanza di spiegazioni ci permettiamo anche noi di azzardare un’ipotesi. Visto che la campagna spiega ai cittadini come, eleggendo i loro deputati, contribuiscono a decidere il proprio futuro, si può ipotizzare che essa inculchi l’idea che il voto debba essere indirizzato a personalità che, una volta elette, andranno a lavorare in Europa.Niente di più falso. Berlusconi, infatti, ha già deciso di presentare ovunque come capolista i ministri del suo governo, che ovviamente non hanno alcuna intenzione di andare a Bruxelles o a Strasburgo. Ed ecco allora che il richiamo al legame diretto tra i voti espressi, i deputati eletti, e il loro mandato politico diventa un messaggio imbarazzante. Ronchi non ha nessuna voglia di spiegare agli elettori che chiederà il loro voto, ma poi se ne resterà a Roma come gli altri suoi colleghi.
In compenso, il ministro ha già annunciato che il governo < sta preparando una diversa e più appropriata campagna di comunicazione> per convincere i cittadini a votare. Aspettiamo fiduciosi. La Repubblica
