Merci Silvio
13 Gennaio 2009 – 16:23

Con la svendita di Alitalia si è concluso un tipico imbroglio all’italiana
Nella giornata di ieri, la maggioranza le ha provate tutte per fare in modo che Air France non avesse la meglio. Letizia Moratti, sindaco di Milano, annunciava una fantomatica offerta da parte di Lufthansa all’ultimo momento. Berlusconi smentiva. Nel valzer degli annunci e delle smentite si è giunti fino alla definitiva partecipazione di Air France-Klm in serata per una somma vicino ai 320 milioni. Un accordo definito straordinario da parte del Presidente di Alitalia, Roberto Colaninno e per questo approvato all’unanimità da parte del consiglio di amministrazione. “La partnership - ha dichiarato Colaninno - garantirà un’assoluta autonomia gestionale di Alitalia rispetto ad Air France e si sviluppa su tre contratti: il primo sull’investimento; il secondo sulle modifiche statutarie conseguenti all’entrata di Air France con Alitalia e il terzo è l’accordo industriale”.
È sembrato un clamoroso successo per la politica dell’italianità proposta dal governo: è stata confermata la priorità strategica di Malpensa, a condizione della riorganizzazione del suo sistema aeroportuale, garantito l’asse Roma-Milano con la trasformazione di Linate in “city airport” specializzato nella tratta tra le due città e e definito l’hub di Fiumicino come enclave strategico per le rotte nel Mediterraneo, Sud America e Estremo Oriente.
Ma se si analizzano bene tutte le singoli vicissitudini che hanno portato all’accordo attuale si vede chiaramente come Alitalia sia stata svenduta. E i francesi lo confermano.
“Merci Silvio” è il titolo dell’editoriale di François Vidal per Les Echos in cui si legge chiaramente come sia stato Jean-Cyrill Spinetta, presidente di Air France-Klm, il vero vincitore nell’acquisto del 25% di Alitalia. Con la compagnia italiana, Air France-Klm si è assicurata il quinto mercato aereo europeo e uno tra i più redditizi con più di 24 milioni di passeggeri, undici dei quali sono viaggiatori internazionali. L’obbiettivo strategico non era, e non è, Malpensa ma Roma per creare un asse di hub complementari con Parigi “Charles De Gaulle” e Amsterdam “Schipol”.
Con la partnership in Alitalia, il colosso franco-olandese ha messo in scacco sia i rivali tedeschi di Lufthansa che, sebbene non abbiamo mai presentato un’offerta per l’acquisto di Alitalia, avrebbero visto con favore la creazione della dorsale Berlino-Vienna- Milano, sia quelli inglesi di British Airways tuttora in difficoltà con la conclusione della alleanza con gli spagnoli di Iberia.
I cugini d’oltralpe hanno rimarcato la nota più lieta per loro e difficile da digerire per noi. Grazie a Silvio Berlusconi la compagnia aerea francese ha fatto un grande affare a non comprare Alitalia per 1,5 miliardi nell’aprile del 2008. Il nostro premier ha fatto in modo che Air France potesse acquisire una società risanata e riorganizzata e non quella che perdeva un milione al giorno. E tutto questo ad un prezzo altamente concorrenziale, ossia 320 milioni che non sono affatto uno sproposito viste anche le buone prospettive future. E a questo va aggiunto il fatto che Air France non si dovrà accollare il problema delle casse integrazione e degli esuberi del personale. Insomma un vero regalo!!!
Insomma è stato un successo per Cai, per il governo e per Air France. Un fallimento per i cittadini italiani che pagheranno i 3 miliardi di debiti della vecchia compagnia aerea. Ma poco importa agli occhi di questo governo che guarda solo i propri interessi.