Sul Pd

24 Dicembre 2008 – 09:45

Il prezzo che stiamo pagando è qui: nella rinuncia sinora a costruire il Pd. Il problema allora non è nella somma di casi singoli, ma nell’idea di partito che è venuta accreditandosi. Mi permetto di aggiungere che ci sono aspetti del “nuovo” che manifestano oggi con tutta evidenza la loro inconsistenza.

Penso, in un passaggio tanto drammatico della vita del paese, a un deficit di autorevolezza delle nostre classi dirigenti. Nel Partito, nei gruppi parlamentari, sui territori. La scommessa di una “cooptazione virtuosa” – insomma l’idea che un pezzo del ceto politico si intestasse il compito di rigenerare il partito, restando per altro saldamente al suo posto – quella scommessa ha finito col diventare una delle cause del nostro appannamento. Perché ha premiato fedeltà e appartenenza. Che spesso non sono sinonimo di lealtà e merito.

Io penso che un’alternativa esiste. Ed è affrontare i nodi sinora sospesi.

Sottoscrivo questo passaggio dell’intervento di Cuperlo in Direzione nazionale.

 

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