Polemica in festa

26 Maggio 2008 – 17:52

Ritorna la polemica sul nome delle Feste. Secondo alcuni esponenti nazionali molto autorevoli del mio partito le feste che ancora si chiamano de l’Unità non dovrebbero più chiamarsi in questo modo.Premetto che su questo tema sono già intervenuto nell’agosto scorso dichiarando apertamente il mio pensiero, ma credo che, vista l’evoluzione del quadro politico nazionale, sia importante operare nuovamente una riflessione su questi temi. Quest’anno le Feste della Federazione imolese del PD saranno Feste de l’Unità per il PD, Feste de l’Amicizia per il Pd e Feste per il PD. Si tratta di una scelta che ha visti coinvolti i volontari che nelle Feste in questione lavorano. Non una scelta calata dall’alto, ma un confronto che si è svolto insieme alle centinaia e centinaia di volontari delle Feste.  Avremo inoltre una Festa nuova, quella di Gallo, e stiamo lavorando per creare i presupposti per avere altre nuove feste nei prossimi anni. La Festa di Federazione sarà Festa Lungofiume per il PD, ma il logo dell’Unità sarà presente nei manifesti che la promuoveranno. Il Partito Democratico è oggi una realtà ben diversa rispetto all’esperienza dei Ds e della Margherita. Attualmente circa 2.000 dei più di 5.500 iscritti al Pd della Federazione imolese sono cittadini che mai avevano avuto un tessera di partito. Si tratta indubbiamente di un dato straordinario perché rappresenta un mutamento radicale della base del Partito rispetto agli iscritti dei partiti fondatori e perché smentisce, almeno in parte, coloro che pensano che i cittadini non chiedano alla politica di farsi interprete delle loro istanze.L’esito delle elezioni politiche non ha lasciato dubbi. Il Popolo delle Libertà ha vinto le elezioni e governerà il paese, ma con la consapevolezza che la sconfitta del 13 e 14 aprile non è stata del progetto politico del Partito Democratico. Usciamo da questa importante consultazione con l’obiettivo di rafforzare il percorso che caratterizzerà il nostro lavoro nei prossimi mesi, il consolidamento del partito. Siamo nati da pochi mesi ed abbiamo la necessità di approfondire il nostro rapporto con il territorio e radicare con più forza la nostra proposta politica nelle comunità. Tutto ciò perché abbiamo la responsabilità di guidare il percorso in direzione delle elezioni amministrative del 2009 che riguarderanno nove Comuni su dieci del Circondario. Il tema che dobbiamo affrontare oggi non è perciò la sterile polemica sul nome delle Feste, ma quale contenuto vogliamo dare al Partito e, di conseguenza, alle Feste. Credo che nei prossimi mesi dovremo affrontare la sfida più grande per il PD e cioè il suo radicamento nel territorio e nella società. Radicamento non significa solo più tessere o più feste, ma significa allargamento degli spazi per il confronto politico. Creiamo Circoli del Pd dei luoghi di lavoro, utilizziamo i Circoli per proporre ai cittadini quello che pensiamo sia giusto per il Paese su ambiente, energia, famiglia, politica dei redditi, welfare.Radicamento significa inoltre un partito forte e in grado di fare politica a 360 gradi.Un partito forte si costruisce anche e soprattutto con una classe dirigente preparata. Essenziale strumento per la costruzione di una classe dirigente diffusa nel territorio e in grado di affrontare le sfide del futuro è l’investimento nella formazione. Abbiamo la necessità di avere quadri dirigenti preparati in tutto il territorio del Circondario per affrontare l’appuntamento del 2009.

Questo è il radicamento. Evitiamo perciò polemiche inutili sul nome delle Feste, soprattutto in questa fase politica, nella quale dobbiamo dire chiaramente ai cittadini cosa vuole il Pd per il Paese.

 

 

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